Miscelatori per granuli plastici e polveri: quarant’anni di evoluzione storica

Quindi, è riuscito a progettare un impianto rispondendo a queste esigenze?

“Esatto, le ho ridisegnate e proposte sul mercato tramite l’azienda Cos.me.ca, nella quale lavoravo allora. Abbiamo iniziato a disegnare queste macchine per garantire anche una facile pulizia: prima i materiali erano pochi, poi i tipi sono sempre andati a crescere e quindi c’era il rischio di avere l’inquinamento di un granulo con un altro. Abbiamo pensato a questi nuovi miscelatori per garantire massima pulizia e non permettere l’inquinamento da un prodotto a un altro. Insomma, l’evoluzione tecnica in quel momento c’è stata: i miscelatori di allora erano chiusi e di difficile pulizia, quindi abbiamo progettato questi miscelatori che, con il loro modus operandi, permettevano (e permettono ancora oggi) di avere più coni e quindi sono più facili da pulire.
Stiamo parlando di macchine con contenitori dai 150 litri ai 2000 litri. Con la nostra progettazione abbiamo aggiunto anche la possibilità di immettere, durante alcune fasi, del materiale dopo che la vite di miscelazione è inserita nel cono, tramite dei portelli aggiuntivi”.

Aveva 23 anni allora mentre ora ha alle spalle quasi 40 anni di esperienza.... quali sono stati i cambiamenti in questo campo?

“In tutti questi anni sono state riviste le sicurezze: le macchine sono state chiuse con pannelli e una porta con fine corsa di sicurezza. Mentre, a livello elettronico, ora sono comandate da un plc che gestisce tutte le fasi di miscelazione, con la possibilità di modificare tutti i parametri come la velocità della coclea, il tempo di immersione della coclea e l’uscita”.

Foto: Aurelio Colombo accanto a uno dei primi
impianti di miscelazione progettati, nel 1979miscelatore per granuli anni 70

Ma a cosa servono e chi sono gli utilizzatori di questi impianti di miscelazione?

“Servono per miscelare granuli vergini con coloranti o additivi e vengono utilizzati dalle aziende che devono portare il prodotto miscelato nelle tramogge degli estrusori o nelle presse a iniezione. O anche a coloro che hanno necessità di immettere piccole percentuali di polveri o oli umettanti, oltre a granuli e masterbatches, questo grazie ad un apposito raschiatore (su richiesta).
Sono realizzati con una struttura con tubolari di ferro e possono essere asserviti con materiali a contatto in Aisi 304 o 316 a seconda delle richieste. I coni sono carrellati con delle ruote di un diametro necessario per garantire scorrevolezza per portare avanti e indietro il cono con il materiale senza sforzo”.

Foto impianti di miscelazione del 1979miscelatori

Schema impianto di miscelazione realizzato nel 1979schema impianto miscelazione

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